Ed eccoci ancora a raccontare un piccolo tratto di storia dell'arte la domanda che si siamo posti la volta scorsa era: come e perché Fontana è arrivato a tagliare la tela? Ed ecco che la storia prosegue. Lo spazio del dipinto pare preoccupare gli artisti che lo sentono sempre più angusto, limitato. I futuristi violano la dimensione spaziale, accelerando la dimensione temporale, lo fanno con linee non più contenibili nella tela, queste linee schizzano, escono.
La stagione appena successiva, dall'incontro di due artisti eccelsi che rispondevano al nome di Picasso e Braque, inventano un nuovo modo di dipingere il cubismo. Il cubismo tende ancora più a destrutturare lo spazio.
Le linee non sono più tese come lance, ma si spezzano in continuazione, lo spazio si rompe ed è l'occhio dell'osservatore che deve ricostruire lo spazio.
Questi artisti hanno un'altra intuizione fenomenale, nella tela introducono pezzi di mondo, di realtà oggettiva, che fino a quel momento era bandita dallo spazio pittorico. Nasce così quella tecnica che oggi appare tanto elementare, detta collage. Nella tela compaiono pezzi di giornali, carte da gioco e quant'altro. Un nuovo passo verso il taglio.
