Mini mini stroria: fuori dal quadro 1

L'arte cambia. Come qualsiasi disciplina è figlia del proprio tempo, anzi l'arte più di altre invenzioni ha spesso il compito di anticipare, di captare le migliori novità del momento e tradurle, usarle, insomma farle proprie. Ma non rimaniamo nel vago, veniamo al concreto. Vi siete mai chiesti come Fontana, Lucio Fontana, sia arrivato a quell'idea di tagliare la tela? Non perché un mattina si è svegliato annoiato. Lo spieghiamo in pillole. Ma dobbiamo fare un passo indietro. Partiamo dal futurismo.


i funerali dell'anarchico galli











 
Primo passaggio. Anni '10. C'è voglia di novità, di cambiamento e adeguamento, l'Italia paese spaventosamente arretrato nel processo d' industrializzazione ha voglia di correre. Lo si vede in arte.


Luigi Russolo










 
"Vogliamo la guerra unica igiene del mondo"


La città che sale














"Vogliamo inneggiare l'uomo al volante".


il volo














Un grande si, alla macchina e al futuro. Questa visione del mondo, unita alle recenti scoperte in fisica (teoria della relatività) si traducono in pittura con  esigenze precise: destrutturare lo spazio. Lo spazio non è più inteso come fisso e la pittura ricerca di imprimere l'idea della velocità del movimento.
Giacomo Balla













Questo il primo grande passaggio. L'artista vuole uscire dallo spazio preposto della tela. I tentativi sono mossi, veloci, ma ancora confinati nello spazio della tela.