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Una notizia molto triste per tutti gli amanti dell'architettura italiana post guerra e per i cultori dell'arte in generale. Cosa succede? Secondo un nuovo e recente decreto, maggio 2011, la tutela artistica degli immobili pubblici passerà dagli attuali 70 anni ai meno restrittivi 50 anni. Sembra una manovra da poco. Ma vediamo più da vicino cosa significa. L'edificio non più tutelato dei beni culturali, per fare un esempio il Pirellone di Milano, può così subire più facilmente ristrutturazioni poco consone e addirittura cambio d'uso dell'immobile. Non è una questione da poco, anche perché slittando dai 70 ai 50 anni, si lasciano scoperte tante architetture, molto importante per la nostra storia, che annovera alcuni dei migliori nomi dell'architettura generale quindi: Giò Ponti Saverio Muratori, Franco Albini e molti altri. Il rischio è grande e il decreto sembra essere mirato ad una manovra peggiorativa non tanto per gli edifici di grande richiamo (difficilmente trascurabili) ma a quegli edifici di edilizia popolare, che proprio in quegli anni hanno visto una forte espansione, e oggi rimasti privi di tutela. Come verranno trasformati?
