Il design come disciplina nasce con l'industrializzazione, prima c'era l'artigiano che faceva un oggetto per volta, poi nasce l'idea del progetto in serie e di conseguenza vengono richieste certe competenze, che sicuramente si affinano con l'affinarsi delle macchine che producono.
Bauhaus tra gli anni 20 e 30 in Germania si impone la prima scuola del design, la prima scuola che insegna l'arte con uno scopo lavorativo ben preciso, chi viene formato qui esce con un lavoro in mano, sa lavorare il vetro, il legno, e sa fare progetto industriale. E' l'antenata della scuola d'arte.
Tra gli anni '50, '60 il design vive un momento di particolare splendore, un po' per i grandi nomi che in questo momento storico si affacciano sul mercato, un po' perché questa disciplina si anima di un contenuto fortemente ideologico. "Progettiamo per tutti, perché gli oggetti di design sono belli e hanno prezzi contenuti". Citiamo qualche nome: Le Corbusier, Saariner, van Der Rohe, Munari, Marcello Nizoli ecc ecc
Oggi il design ha perso la sua connotazione "bello per tutti" e sopratutto sembra aver perso la funzionalità spinta che ha caratterizzato gli anni passati. Oggi ci sono designer molto celebri che operano per grandi ditte pensando ad oggetti spesso molto costosi. Un esempio per tutti Philippe Starck. Sembra che questa disciplina, sopratutto tra le giovani promesse sia in ripresa, almeno a livello di contenuti, con un tentativo di progettare oggetti eco e riciclabili.

